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18  dicembre  2016
Alzarsi Insieme: sempre c'è futuro

La rete Caritas è protagonista, a fianco delle popolazioni terremotate, del lavoro di aiuto che si presta nell’immediato e dello sforzo di programmazione di un domani meno precario.
Mentre si stavano avviando i gemellaggi tra delegazioni Caritas di tutta Italia e diocesi delle quattro regioni colpite dal terremoto del 24 agosto, la rete Caritas ha intensificato i contatti con i delegati regionali delle Marche e dell’Umbria e i direttori delle Caritas diocesane
più coinvolte dalla nuova emergenza: Camerino – San Severino Marche, Macerata-Tolentino-Recanati- Cingoli-Treia e Spoleto-Norcia.
Tra gli altri interventi immediati, in Umbria il centro allestito a Preci da Caritas Italiana dopo il terremoto del 1997 è stato utilizzato per l’accoglienza degli sfollati. Così altri centri d’accoglienza Caritas nelle Marche. In generale gli operatori Caritas, grazie alla rete delle parrocchie, si concentrano in questa fase su attività di ascolto. Le prossime settimane consentiranno di mettere a fuoco i dettagli di un lavoro che, nell’intero cratere, farà perno sui gemellaggi e si svilupperà per anni.
Papa Francesco (il 4 ottobre, con un sincero appello a rialzarsi: «Coraggio, sempre avanti, sempre avanti. Sempre c'è un futuro») e il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei (proprio il 26 ottobre, poche ore prima delle nuove scosse) avevano visitato i centri più colpiti dal primo sisma. Ma la vicinanza dei pastori non è, ovviamente, l’unico strumento con cui la
Chiesa testimonia vicinanza e solidarietà alle popolazioni terremotate.
Distruzione e danni hanno riguardato centri sparsi tra nove diocesi in quattro regioni (Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo): oltre alle tre sopra citate, anche Rieti, Ascoli Piceno, Fermo, San Benedetto del Tronto, L’Aquila e Teramo. In tutti questi territori, la rete Caritas interviene grazie a un metodo consolidato, che vede le Caritas di tutta Italia offrire supporto alla rete locale. Grazie ai luoghi di ascolto Caritas nelle zone terremotate e alla costante presenza di volontari delle diocesi interessate, si sta garantendo un’intensa attività di relazione, accompagnamento
e informazione nelle comunità ferite dal sisma.
Nel contempo è stato fornito sostegno alle persone accolte nelle tendopoli e in altri luoghi d’accoglienza, dove sono stati distribuiti generi di prima necessità. Non è mancato il sostegno
ai sacerdoti e ai religiosi, così come il monitoraggio costante delle persone che vivono nelle frazioni e nelle case sparse in tante piccole località di montagna. Un’attenzione particolare
ha riguardato i soggetti più vulnerabili: minori, anziani, ammalati e le famiglie delle vittime, sia in loco, che in altre province o all’estero.
Dopo la mappatura delle situazioni e dei bisogni, si è anche cominciato a erogare contributi per aziende agricole e zootecniche (spina dorsale dell’economia del territorio) e aiuti per la nascita di nuove attività imprenditoriali.
Tra le prime attività avviate, si segnala anche la realizzazione (in collaborazione con gli istituti
scolastici comprensivi di Acquasanta, Arquata e Montegallo, nella diocesi di Ascoli Piceno) di un programma di attività post-scolastiche, rivolte agli alunni, alcune decine, delle scuole dei tre paesi. L’intervento, richiesto dalla diocesi di Ascoli Piceno e affidato a una cooperativa sociale, richiederà un finanziamento di 35 mila euro (cui se ne aggiungono 12 da parte delle Acli nazionali).

In attesa di far seguire all’ascolto dei bisogni risposte e progetti mirati di costruzione e ricostruzione – in particolare relativi alla realizzazione di centri di comunità polifunzionali,
Papa Francesco tra le rovine di Amatrice nel corso della sua visita, il 4 ottobre, alle
popolazioni terremotate dell’Italia centrale. Le terribili scosse di fine ottobre chiedono a Chiesa e Caritas di intensificare l’azione di prossimità
Le nuove, terribili scosse di fine ottobre fanno temere per il futuro di ampi territori. La rete Caritas ha definito i gemellaggi: aiuti da tutte le regioni italiane (e non solo!) per un accompagnamento che durerà anni per riannodare relazioni e rapporti comunitari –, come espressione di comunione ecclesiale e nella prospettiva di incontro e scambio tra comunità,
sono stati avviati i “gemellaggi”,metodo di lavoro affinato in numerose analoghe emergenze. Ecco il dettaglio dei gemellaggi, che si concretizzeranno in diverse forme di intervento e di presenza, ma sicuramente dureranno per anni e faranno spazio all’azione di centinaia di volontari da tutta Italia:
- con la diocesi di Rieti si sono gemellate le Caritas di Lazio, Lombardia, Basilicata, Toscana e Puglia;
- con la diocesi di Ascoli Piceno e le altre diocesi delle Marche si sono gemellate le Caritas di Marche, Piemonte- Valle d’Aosta, Emilia Romagna,Calabria, Liguria;
- con la diocesi di Spoleto-Norcia le Caritas di Umbria, del Nord-est, di Campania e Sardegna; - infine con le diocesi di L’Aquila e Teramo le Caritas di Abruzzo-Molise e Sicilia.

                                                                     (Dal Numero di Italia Caritas - Novembre 2016)

La Diocesi di Cuneo ha raccolto circa 40.000 euro. Ringraziamo tutti coloro che hanno donato con generosità sia in occasione della Colletta Nazionale del 18 settembre che in altre manifestazioni e/o iniziative. 

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